ARTI Puglia (Agenzia Regionale per la Tecnologia e I'Innovazione)

ARTI è l’agenzia della Regione Puglia nata nel 2004 per realizzare gli obiettivi della strategia di innovazione regionale, che considera la ricerca e l’innovazione centrali per la crescita economica e la coesione sociale. Il suo obiettivo strategico è quello di promuovere il ruolo pervasivo dell’innovazione nelle diverse politiche regionali e di rafforzare i protagonisti dell’innovazione pugliese e le relazioni tra di loro, attraverso azioni che favoriscano il trasferimento tecnologico dalla ricerca all’industria e la qualificazione del capitale umano della regione. L’Agenzia supporta l’amministrazione regionale nella realizzazione delle politiche per lo sviluppo tecnologico del tessuto produttivo, la diffusione dell’innovazione nella società e la crescita socio-economica del territorio.
Pertanto ARTI si occupa di:
Promuovere la valorizzazione economica e sociale dei risultati della ricerca e la nascita di impresa innovativa
Monitorare e valutare iniziative e misure regionali
Sostenere il processo di internazionalizzazione del sistema della ricerca e dell’innovazione pugliese
Elaborare modelli di divulgazione che stimolino i giovani ad acquisire nuove competenze e intraprendenza, e la società ad adottare approcci innovativi

Soluzioni proposte

Il progetto Puglia for China prevede la formulazione di un piano di interventi formativi specialistici rivolto a operatori economici pugliesi operanti nel settore turistico, al personale delle infrastrutture portuali e aeroportuali pugliesi, a soggetti istituzionali al fine di

Statistiche

Numero di soluzioni 1300
Opinione più recente PROGETTO UTILE E INNOVATIVO
Opinione meglio votata BASTA PERDITE DI TEMPO IN FILE ALLE POSTE O IN BANCA
Amministrazione più propositiva Regione Puglia

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A ciascuno la sua parte: noi ci prendiamo la responsabilità di elencare alcune “sfide” che lanciamo a quelli che non si sono rassegnati e hanno ancora voglia di mettere la loro intelligenza e la loro creatività al servizio del bene comune. Chi raccoglie la sfida?