CeRICT - Centro Regionale Information Communication Technology

Il CeRICT scrl (Centro Regionale Information Communication Technology) è un organismo di ricerca costituito in società consortile a responsabilità limitata nel maggio 2005, quale naturale evoluzione del Progetto Centro Regionale di Competenza ICT (CRdC ICT). Il progetto, nato da un’iniziativa della Regione Campania (P.O.R. 2000/2006 Asse 3 – Risorse Umane – Misura 3.16) alla fine del 2002, coinvolgeva tredici partner di riconosciuto valore scientifico e aveva l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di ricerca di medio e lungo periodo nel settore delle ICT da parte del tessuto produttivo sia regionale che nazionale. Sono soci del CeRICT: l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi del Sannio, l’Università degli Studi di Salerno, la Seconda Università degli Studi di Napoli, l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, L’Università degli Studi di Napoli L'Orientale, L’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, la Fondazione Pascale. CeRICT non ha scopo di lucro e non distribuisce utili ai poropri Soci sotto qualsiasi forma.

Soluzioni proposte

La soluzione proposta ha lo scopo di promuovere l’adozione di servizi cloud nelle pubbliche amministrazione e offre un supporto ai Cloud Service Provider di piccole e medie dimensioni che sono interessati a fornire servizi alla PA tenendo conto delle esistenti esigenze di sicur

Statistiche

Numero di soluzioni 1299
Opinione più recente Riorganizzazione del servizio di assistenza socio sanitaria
Opinione meglio votata BASTA PERDITE DI TEMPO IN FILE ALLE POSTE O IN BANCA
Amministrazione più propositiva Regione Puglia

FORUM PA Challenge logo

A ciascuno la sua parte: noi ci prendiamo la responsabilità di elencare alcune “sfide” che lanciamo a quelli che non si sono rassegnati e hanno ancora voglia di mettere la loro intelligenza e la loro creatività al servizio del bene comune. Chi raccoglie la sfida?