Bambini Liberi

Laboratori clinico per la produzione di DM medici personalizzati in stampa 3D per immobilizzazioni prolungate in patologie ortopediche

Fondazione Santobono Pausilipon, Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon e CNR con il contributo della Banca d’Italia portano avanti la prima sperimentazione clinica in ambito pediatrico di un sistema che sostituisce il tradizionale “gesso” con un esoscheletro in plastica ABS stampato in 3D.

La ricerca è stata promossa al fine di realizzare un progetto assistenziale fortemente innovativo e si è avvalso del contributo liberale di 50.000 euro concesso dalla Banca d’Italia.

L’esoscheletro, realizzato in ABS, è prodotto con una stampante 3D sulla base di calcoli strutturali mediante sistemi di scansione 3D dell’arto fratturato. Il tutore personalizzato totalmente immergibile in acqua; leggero, aperto e poco ingombrante; igienico e conforme alle esigenze ergonomiche del bambino.

Il laboratorio per la stampa 3D allestito presso il Santobono; il software, invece, è stato adattato in base alle particolari esigenze sanitarie dall’equipe del CNR afferente agli Istituti IBB e IPCB del CNR

Obiettivi, destinatari e contesto: 

Ci si propone di strutturare all’interno delle strutture sanitarie nuove linea di terapia che utilizzino le tecnologie necessarie alla progettazione di esoscheletri in materiale plastico da realizzare attraverso: · l’acquisizione dei tratti anatomici di pazienti, · la progettazione assistita di strutture basata sia sulle informazioni anatomiche sia sulle caratteristiche biomeccaniche richieste dall’ortosi. · la realizzazione dell’ortosi personalizzata in materiali che abbiano caratteristiche di confort per il paziente superiori a quelle attualmente in uso nella prassi clinica Lo schema di principio del’approccio proposto si basa sulla combinazione di dispositivi di digitalizzazione a basso costo e di produzione di lavorati con tecniche di AM (additive manufacturing) o, più comunemente, con stampanti 3D. Il sistema di produzione dovrà essere integrato da un software CAD (Computer Aided Design) che determinerà il modello e, soprattutto, la struttura dell’ortosi.

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