Disamorex - Chiamarlo amore non si può

Prendi una scatola di Disamorex: Forse può salvarti la vita

Il progetto nasce dal desiderio di realizzare una campagna innovativa di informazione e prevenzione sulla violenza contro le donne.

Il nome Disamorex significa non amore. Il nome più esplicativo è, infatti, Chiamarlo amore non si può, dal titolo del libro di racconti sulla violenza, pubblicato dalla Casa Editrice Mammeonline, (ora Matilda Editrice).

E’ una scatola, dalle dimensioni di 9 cm per 10,5, contenente 6 cartoncini, a loro volta inseriti in bustine. Dei 6 cartoncini, 5 contengono dieci domande sulle situazioni di pericolo per ogni tipo di violenza, il sesto contiene raccomandazioni e numeri utili in caso di emergenza.

Il registro narrativo è dialogico, pertanto, per la maggior parte, sono evitati consigli e raccomandazioni.

Ogni domanda è redatta da esperte di ascolto dell’associazione stessa e della rete RIVIVi, sulla base della documentazione sui fattori di rischio.

Un bugiardino, infine, contiene informazioni sulla modalità di utilizzo della scatola stessa. Prima della stesura definitiva il prodotto sarà supervisionato da alcuni Centri antiviolenza del territorio regionale.

Obiettivi, destinatari e contesto: 

Attraverso la simulazione di una vera scatola di medicine, composta da bustine e foglietto informativo, il contenuto ha lo scopo di sollecitare la consapevolezza delle donne sulle situazioni di rischio. Si propone come un “salvavita” per le donne vittime di una qualche forma di violenza che si configura nel rapporto di coppia, (psicologica, verbale, fisica, sessuale). Le scatole di Disamorex si rivolgono a donne e adolescenti, sia per uso proprio e sia per amiche o parenti e conoscenti. Per la loro semplicità e duttilità, sono diventate uno strumento per trattare il tema della violenza nelle scuole.

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