Pedius Smart City

Il servizio che consente alle persone sorde di effettuare normali telefonate.

Pedius è un'applicazione che permette alle persone sorde di telefonare trasformando una chat in una telefonata.

La persona non udente scrive un messaggio che Pedius trasforma in voce e le parole dell'interlocutore vengono tradotte in testo.

Pedius permette alle persone sorde di contattare tutti quei servizi raggiungibili solo tramite telefono, inoltre la stessa tecnologia può essere utilizzata in outbound per comunicare con i cittadini.

Grazie all'intelligenza artificiale Pedius PA può condurre sondaggi telefonici in completa autonomia.

Obiettivi, destinatari e contesto: 

Pedius si rivolge a tutte quelle strutture pubbliche che vogliono rendere i loro servizi telefonici accessibili ai cittadini non udenti, ad esempio gli ospedali, i comuni, la polizia locale. Grazie a Pedius le persone sode potranno contattare gratuitamente e in autonomia i numeri delle strutture convenzionate per richiedere informazioni, prestazioni o assistenza. Senza alcuna modifica alla propria infrastruttura le strutture pubbliche interessate potranno integrare con Pedius i numeri che vogliono rendere accessibili telefonicamente alle persone sorde. Tale numero sarà visibile sulla nostra app nel menù dei servizi convenzionati. Oltre all'accessibilità Pedius PA offre una piattaforma per condurre sondaggi telefonici, e raccogliere informazioni statistiche sulle telefonate ricevute realizzando un report sulle principale motivazioni delle telefonate. L'obiettivo di Pedius PA è di portare innovazione ed accessibilità assieme

Statistiche

Numero di soluzioni 1042
Opinione più recente itinerari possibili
Opinione meglio votata BASTA PERDITE DI TEMPO IN FILE ALLE POSTE O IN BANCA
Amministrazione più propositiva Regione Puglia

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A ciascuno la sua parte: noi ci prendiamo la responsabilità di elencare alcune “sfide” che lanciamo a quelli che non si sono rassegnati e hanno ancora voglia di mettere la loro intelligenza e la loro creatività al servizio del bene comune. Chi raccoglie la sfida?