PoCT in operazioni HEMS

Determinazione della Troponina Cardiaca, in mobilità, eseguita direttamente nelle ambulanza del servizio 118 della Regione Puglia

Il trattamento dell’infarto miocardico acuto ha subito cambiamenti radicali. Alla base di questa rivoluzione – culturale, clinica, organizzativa – vi sono tre fenomeni:

1) la decisione di basare la diagnosi di infarto sul dosaggio delle Troponine;

2) l’adozione di una classificazione dell’infarto miocardico basata sulla presenza/assenza di sopraslivellamento del tratto ST (STEMI vs NSTEMI);

3) la documentazione della maggior efficacia dell’angioplastica coronarica primaria rispetto alle altre possibili strategie dello STEMI nelle prime ore dall’esordio. Nei pazienti STEMI l’angioplastica coronarica primaria è considerata il trattamento ottimale.

Nei pazienti NSTEMI l’entità, la sede e l’estensione del sottoslivellamento del tratto ST sono utili per stratificare il rischio acuto e, in particolare, per identificare i casi con un substrato coronarico grave o instabile da avviare a coronarografia in urgenza/emergenza. I pazienti con NSTEMI rappresentano un gruppo molto eterogeneo in cui coesistono situazioni anatomo-cliniche profondamente diverse. Di fronte al paziente NSTEMI è stato dimostrato che traggono beneficio s trattati precocemente con angioplastica percutanea o inibitori della glicoproteina IIb/IIIa ed è per questo che le linee guida raccomandano un tempo di risposta rapido della Troponina Cardiaca (< 1 ora) per i pazienti in Pronto Soccorso. La gestione e l’outcome di questi pazienti potrebbe sensibilmente migliorare s la diagnosi e il trattamento terapeutico fossero possibili prima dell’arrivo in ospedale. Se il tempo zero coincide con la fase pre-ospedaliera del trasporto del paziente in ambulanza, sicuramente si avranno benefici in termini di outcome, sia per il paziente sia per le strutture sanitarie: da un lato i pazienti con Troponina Cardiaca al di sopra dei limiti decisionali avranno una più precoce diagnosi di necrosi miocardica, un più appropriato ricovero e un più precoce intervento terapeutico, la cui efficacia è significativamente tempo-indipendente, dall’altro si contribuirà in tutti i casi a ridurre il sovraffollamento dei pronto soccorsi. Inoltre, poiché i risultati dei PoCT (Troponina Cardiaca) condizionano le decisioni cliniche ed entrano a far parte della storia sanitaria del paziente, è stato messo in atto un sistema di controllo remoto dei device, tramite minirouter in rete protetta UMTS, direttamente con il laboratorio di Patologia Clinica Ospedaliera di riferimento regionale. L’unicità del progetto, mai descritta in letteratura, è l’innovazione dei componenti tecnologici e l’elevato numero di uomini e mezzi in grado di movimentare sull’intero territorio regionale. Il cittadino usufruirebbe dal primo istante di soccorso una diagnosi certa supportata dalla clinica e da esami di laboratorio, precisi ed accurati, seppur eseguiti al di fuori dell’ospedale, nel luogo e nel tempo esatto dell’evento, con la conseguente corretta designazione e presa in carico nel nodo della rete sanitaria territoriale più appropriato.

Obiettivi, destinatari e contesto: 

I cittadini pugliesi, in un contesto segnato profondamente dalle politiche di spending review e dalla forte deospedalizzazione, diverrebbero detentori della possibilità di usufruire, dal primo istante di soccorso, di una diagnosi certa e differenziale, poiché supportata da esami clinici e di laboratorio, precisi ed accurati, seppur eseguiti al di fuori dell’ospedale, nel luogo e nel tempo esatto dell’evento, con la conseguante corretta designazione e presa in carico nel nodo della rete sanitaria territoriale più appropriato. Ciò incrementerebbe la possibilità di sopravvivenza post evento con ricadute positive sui costi sanitari.

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