Struttura, qualità e selezione del dato per una migliore condivisione delle informazioni

La Pubblica Amministrazione come raccoglie i propri dati e soprattutto come li trasforma in informazioni, come li usa, quale ruolo attribuisce alle persone? Valutare la struttura e la qualità del dato pubblico significa anche migliorare l'organizzazione del personale della PA attraverso la formazione intesa come il processo attraverso il quale attività diverse promuovono l'apprendimento di competenze nell'ottica del knowledge management. La PA potrà così svolgere le proprie funzioni con maggiore qualità, efficacia ed efficienza, per poter rispondere in maniera rapida e flessibile alle sollecitazioni provenienti dai cittadini e dalle imprese e sviluppare le capacità di governo strategico del territorio. Il "dato" è il cuore della questione, una banca dati viene creata per rispondere a delle domande, per supportare le decisioni che indirizzano le soluzioni tecniche, l'aggiornamento della banca dati è fondamentale per monitorare le conseguenze delle decisioni prese in modo tale da poter "correggere il tiro".

La soluzione proposta individua un modello di organizzazione dei dati che permetta a tutti i soggetti coinvolti in questo processo di conoscenza di accedere alle informazioni in un sistema aperto che agevoli la collaborazione fra le amministrazioni, ma fruibile anche dai cittadini e dalle imprese. La questione centrale (legata oggi anche al concetto di “trasparenza”) è selezionare le informazioni, ordinarle in modo comprensibile a tutti onde evitare le “overdose” di dati che ostacolano l'informazione. Il caso analizzato si riferisce alla pianificazione territoriale ed in particolare ai Piani Urbanistici Comunali. La questione riguarda la gestione dei dati (anche geografici GIS) non solo dal punto di vista tecnico o di strumentario logico-scientifico, ma anche dal punto di vista organizzativo. La proposta affronta la questione della qualità e disponibilità dei dati di base per la redazione dei PUC, individuando le criticità e le possibili soluzioni per agevolare il processo di costruzione delle conoscenze come indispensabile supporto alle scelte del Piano. Una buona strutturazione dei dati permetterà di condividere le informazioni del Piano all'interno dell'ente, ma anche con cittadini, imprese, professionisti ed ogni altro soggetto coinvolto nei processi di trasformazione sostenibile del territorio. Per concludere attualmente condividere non significa solo rendere le conoscenze disponibili, ma renderle fruibili, in modo che l'informazione e la conoscenza arrivino a chi può essere interessato.

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