Telelavoro.Torino.Conciliabilità

Lo smart working per l'inclusione di genere e la qualità della vita.

Coniugare lavoro e famiglia costituisce ancora oggi una sfida per molte donne.
Il doppio carico può assumere un peso eccessivo per chi deve, al contempo, lavorare per almeno 36 ore a settimana e badare a figli molto piccoli, oppure assicurare le cure parentali e raggiungere un luogo di lavoro distante un'ora da casa.
Grazie all'evoluzione delle tecnologie dell'informazione e della connettività, la dialettica tra lavoro e famiglia può trovare una nuova sintesi nel telelavoro. Molte mansioni infatti grazie all'ausilio delle ICT possono essere eseguite dalla propria abitazione o in luoghi diversi da quelli tradizionali.
Sul telelavoro esistono ampie letterature accademiche che ne segnalano sia vantaggi che svantaggi, tuttavia pochi sono gli studi condotti sul campo per verificare cosa succede veramente quando lo si mette in pratica.
Con questo obiettivo, L'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione (ISCOM), organo scientifico del Ministero dello sviluppo economico, ha eseguito una ricerca sul progetto Telelavoro.To.Com avviato nel 2013 dal Comune di Torino.
Il progetto ha consentito a venti impiegate con problemi familiari, di salute o di raggiungimento del luogo di lavoro, selezionate con bando, di telelavorare per quattro giorni su cinque, assicurando un giorno di rientro e due ore di reperibilità telefonica.
La ricerca è consistita principalmente in interviste in profondità condotte con le telelavoratrici, orientata ad analizzare i riflessi della nuova organizzazione del lavoro da diversi punti di vista, tra cui la conciliabilità e la produttività.
Nel caso proposto sono esposti gli esiti dell'indagine, da cui emerge che il telelavoro produce, nella maggior parte dei casi, ottimi risultati sul fronte della conciliabilità e della produttività.
Le dipendenti intervistate hanno testimoniato un cambiamento radicale nella qualità della propria vita, grazie alla maggiore autonomia nella definizione dei tempi e spazi di vita. Alcune hanno visto diminuire lo stress, aumentare la quantità e qualità del loisir, altre hanno trovato lo spunto per investire sulla propria formazione iscrivendosi all'università. Inoltre sarebbe aumentata la loro produttività, con una rilevante riduzione del tempo necessario ad eseguire la mansione.
La conferma degli esiti positivi viene anche dai numeri: le assenze per malattia e altri fenomeni di decremento oggettivo della produttività da dopo l'avvio del telelavoro si sono fortemente ridotti. Il successo dell'iniziativa è infine testimoniato dalla sua estensione: dal 2014 il Comune di Torino ha avviato al telelavoro altri venti dipendenti, consentendo questa volta l'accesso anche al personale maschile.
La goverance del processo e i risultati ottenuti rendono l'esperienza del Comune di Torino una pratica importante anche per altre amministrazioni locali.

Obiettivi, destinatari e contesto: 

La soluzione è stata sviluppata e implementata nella Città di Torino, a cura dell'amministrazione comunale. Lo studio sugli effetti per la qualità della vita delle lavoratrici interessate è stato condotto dall'ISCOM, nell'ambito del dottorato di ricerca in Scienze della Comunicazione.

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