Wikisauro

Un wiki per i musei.

Vista la difficoltà della maggior parte dei musei italiani a trasformare in formato digitale l’inventariazione dei reperti per mancanza di tecnologie, formati standard, personale disponibile e specializzato, molti musei mancano ancora di un completo inventario digitale delle proprie collezioni. Inoltre il momento di crisi economica fa si che i fondi destinati al patrimonio museale italiano siano insufficienti per finanziare l’inventariazione e digitalizzazione dell'enorme mole di reperti e suggerisce come possibile alternativa forme leggere, incrementali e compartecipate di lavoro.

Nasce da una collaborazione tra la dr.ssa Marzia Breda e l’arch. Michela Biancardi, ricercatrici del laboratorio TekneHub dell’Università di Ferrara (http://www.unife.it/tecnopolo/teknehub), che si occupa della valorizzazione del Patrimonio Culturale, e la dr.ssa Anna Elizabetta Ziri e l’ing. Silvia Parenti della ditta Nemoris srl di Bologna (http://nemoris.it), specializzata nella produzione di software per l’archiviazione semantica, l’idea di creare dei wiki (per la definizione si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki) che consentano da un lato la creazione di inventari più completi ed accessibili dall’esterno, dall’altro di far conoscere i musei ad un più ampio pubblico e valorizzarne anche quella parte delle collezioni che non hanno il privilegio di poter essere esposte al pubblico. L’obiettivo generale del progetto è creare un wiki per ogni museo, aggiungendovi funzionalità semantiche secondo gli standard europei in modo da rendere le informazioni facilmente navigabili ed esportabili, e federare i wiki per argomento in modo da consentire lo scambio di informazioni fra stakeholder quali ricercatori, operatori museali e cittadini interessati allo scambio di informazioni e al patrimonio culturale cittadino.

La formula del wiki è infatti ideale per permettere a un ampio numero di contribuenti di immettere informazioni destrutturate e parzialmente o completamente integrabili con un'esposizione semantica e strutturata, ma flessibile, dei contenuti. Inoltre questo tipo di integrazione in cui i contribuenti esterni collaborano nel divulgare alla cittadinanza contenuti prima privati, si inserisce perfettamente nelle tematiche di Open Data e Smart Cities, che in questo momento sono prioritarie per la pubblica amministrazione. In particolare è utile combinare il primo nucleo applicativo del progetto con un fine didattico, coinvolgendo i laboratori didattici e le scuole locali nella realizzazione delle prime pagine del wiki. Il progetto educativo riguarderebbe così l'apprendimento da parte degli studenti di una tecnica collaborativa per generare conoscenza unita all'effettiva memorizzazione di elementi riguardanti le epoche rappresentate al museo ma avrebbe come risultato l’avviamento della piattaforma con un primo nucleo di contenuti interessanti da navigare e ricercare.

Obiettivi, destinatari e contesto: 

Una prima sperimentazione è stata avviata presso il Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna. L’ambito paleontologico è stato scelto proprio per il suo appeal sui ragazzi di età scolare che, grazie al coinvolgimento dei docenti dei laboratori didattici, ha organizzato uno stage ad hoc con un istituto turistico di Bologna per cominciare a inserire contenuti nel wiki. Gli studenti hanno compilato le schede on line in base a informazioni fornite dal museo per specifici reperti e collezioni, seguendo un filone principale relativo ai viaggi di Capellini e alla sua figura storica. Con il nuovo anno scolastico sono previste ulteriori integrazioni con approfondimenti e materiale iconografico e multimediale ricavati da ricerche bibliografiche autonome e visite sul territorio. Una volta che il wiki abbia raggiunto una dimensione idonea, potrà essere reso pubblico e quindi aperto alla fruizione on line delle informazioni e alla collaborazione via web di utenti/contributori esterni. Questa prima sperimentazione ha dato buoni risultati per quanto riguarda il coinvolgimento degli studenti e quindi la partecipazione all’attività della comunità locale. Visto questo primo successo si intende proseguire l’iniziativa su scala più ampia coinvolgendo più musei con caratteristiche e collezioni tra loro simili, in modo da creare tramite il wiki un network culturale che alimenti la conoscenza e il dibattito sul ricco patrimonio paleontologico italiano.

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