Antonio Parrilla

Funzionario, Presidenza del Consiglio dei Ministri

Situazione di partenza

In situazioni di emergenza la comunicazione, sia tra gli attori coinvolti nella sua risoluzione che tra questi e la pubblica opinione, è cruciale. Una sua corretta gestione, infatti, si traduce in un enorme risparmio sia in termini di risorse che di vite umane.

L’avvento dei social media, come dimostra l’emergenza Covid-19, ha inserito un elemento di complessità praticamente sconosciuto non solo in ambito Pubblica Amministrazione ma anche in molte aziende, alcune strategiche, appartenenti al settore privato.
 
Al momento non esistono strutture e conoscenze organizzate in grado di supportare efficacemente la Pubblica Amministrazione nella gestione delle problematiche di questo tipo: ne è esempio lampante il fenomeno della cosiddetta “infodemia”, che in Italia sta avendo un effetto dirompente sull’opinione pubblica, rendendo il cittadino incapace di selezionare le fonti di informazioni credibili (e di conseguenza seguirne le indicazioni per fronteggiare la pandemia) e lasciando spazio a forze esterne interessate a far sì che l’emergenza persista nel tempo e le perdite siano massimizzate.

Cosa è stato fatto?

Grazie a una convenzione tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e l’Università di Roma Tor Vergata, ho potuto partecipare all’edizione 2018/2019 del master di primo livello e all’edizione 2020 del master di secondo livello in “Protection against CBRNe events”.
 
Per il primo master, ho scelto come tesi finale l’argomento “How the communication of CBRNe events changes in the era of social media and fake news”, da cui è stato tratto un libro pubblicato da Aracne (link: http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=978882553... ) Per il secondo master, ho scelto come tesi finale (che ancora devo discutere) l’argomento "Are we ready for the next pandemic? Infodemic management and Risk communication from an Italian perspective". Questo perché nel 2020, di mia spontanea volontà, ho risposto al primo avviso di selezione, da parte della World Health Organization, per la creazione del primo gruppo mondiale di Infodemic Manager. La formazione, intensiva, è durata due mesi e mi ha fornito gli elementi necessari per completare le mie conoscenze sulla comunicazione in emergenza.
 
All’ottenimento del certificato di Infodemic Manager ho contattato l’Università di Roma Tor Vergata e, grazie alla collaborazione fornitami, ho iniziato a partecipare (a titolo completamente gratuito) a webinar mirati a sensibilizzare persone e organizzazioni sull’importanza dell’argomento. In particolare, ho tenuto un webinar per l’Ordine Nazionale dei Biologi e uno per i rappresentanti regionali dell’UIL Lazio. 
 
L’Università di Roma Tor Vergata ha altresì ritenuto importante trattare l’argomento dell’infodemia tra le materie oggetto del master in “Protection against CBRNe events”, dando inizio a una collaborazione (sempre a titolo gratuito) che ha portato alla predisposizione di due video-lezioni (causa Covid il master viene erogato on demand).
 
Perché può essere considerato un approccio innovativo?
 
L’approccio può essere considerato innovativo sicuramente sotto quattro aspetti:
1. L’approccio proattivo che ho avuto nella trattazione di una problematica che al momento vede la Pubblica Amministrazione in ritardo rispetto ai fatti avvenuti e alle necessità che erano già latenti ma che sono prepotentemente emerse durante l’emergenza legata al Covid-19, partecipando in orario notturno (il corso veniva erogato online dagli Stati Uniti) con l’obiettivo di costruire a mie spese un corpus di conoscenze che fosse utile per l’amministrazione cui appartengo.
2. Il fatto che la problematica affrontata, l’infodemia e i danni che essa può causare in termini di vite umane e di spreco di risorse, è essa stessa innovativa ed emergente: gli stessi professori che hanno tenuto le lezioni del corso di certificazione della WHO hanno più volte ripetuto che si tratta di una nuova branca di specializzazione, per la quale il lavoro di ricerca e costruzione delle conoscenze è ancora in fieri.
3. Dal punto di vista personale, voglio rimarcare che ho lavorato molto per costruire un curriculum multidisciplinare, fondamentale per trattare un argomento così complesso, muovendomi in una direzione formativa (di cui devo innanzitutto ringraziare l’amministrazione cui appartengo per avermi consentito la partecipazione ai corsi) antitetica rispetto a quella solitamente utilizzata, che vede la formazione mirata ad approfondire argomenti specifici appartenenti alla sfera professionale entro la quale il lavoratore pubblico è inserito.
4. A emergenza conclusa, ho intenzione di propormi quale docente all’Amministrazione per poter organizzare ed erogare corsi di formazione in-house che forniscano al personale le informazioni necessarie per essere resilienti di fronte al verificarsi di nuove emergenze, utilizzando uno strumento a costo zero per la diffusione di formazione specialistica solitamente affidata a fornitori esterni
 

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