Dario Ciccarelli

Dirigente, Ministero dell'Economia e Finanze

Situazione di partenza

Assunsi l'incarico di direttore della Filiale INPS Area nolana nell'ottobre 2011. Intervistai gli ispettori. Appresi che quasi mai l'Inps faceva ispezioni negli opifici tessili dove lavoravano immigrati irregolari provenienti dalla Cina. Avevo appreso all'Università del distretto tessile di San Giuseppe Vesuviano, uno dei più importanti d'Italia. E avevo appreso dai media della cosiddetta invasione cinese, che aveva stravolto i distretti tessili di San Giuseppe Vesuviano e di Prato. Ora, incredibilmente, apprendevo che la questione dell'immigrazione irregolare e la devastazione del distretto tessile-abbigliamento di San Giuseppe Vesuviano non avevano quasi per nulla toccato l'Inps.

Perché l'Inps non affrontava con decisione la questione dell'immigrazione irregolare e del sommerso? Grazie ai racconti degli ispettori compresi che la situazione era complessa: l'architettura della vigilanza ispettiva era definita lontano da Nola. Sul territorio prevaleva l'obbedire agli uffici centrali. Nel quadro cognitivo vigente, intraprendere e fare strategia sul territorio non era previsto. Inoltre: il sistema di valutazione tendeva a scoraggiare ispezioni molto complesse (basti pensare alla lingua) e poco produttive dal punto di vista degli indicatori (importi accertati di evasione contributiva e importi riscossi). Inoltre, gli ispettori non erano dotati di poteri di polizia giudiziaria, sicché, entrando in un opificio popolato da lavoratori irregolari, questi ultimi potevano allontanarsi senza che gli ispettori Inps potessero fermarli. Mi resi conto che fare, nel Nolano, le ispezioni senza una strategia territorialmente calibrata sarebbe stato come "spolverare gli alberi nella giungla".

Piuttosto che astrarre dalla realtà e limitarmi ad obbedire a circolari e indicatori di output, così divenendo, di fatto, ostile alla comunità (colpendo chi poco meritava di esserlo e non incidendo affatto sui fenomeni più disastrosi), mi parve necessario azionare nuovi schemi.

Cosa è stato fatto?

Mi recai dalle Forze dell'Ordine sul territorio e quando incontrai il motivatissimo Maresciallo Esposito dei Carabinieri di Palma Campania (seconda comunità di immigrati del Bangladesh d'Italia) e il maggiore Massari, a capo della Compagnia CC di Nola, concordammo subito di avviare gli "accessi congiunti". Resi gli ispettori Inps della Filiale di Nola - progressivamente sempre più entusiasti di vivere la nuova esperienza - disponibili a partecipare ai blitz dei Carabinieri. La collaborazione con i Carabinieri divenne una delle attività principali della Filiale. Non fu semplice ma perseverammo.

La Procura della Repubblica di Nola, avendo appreso dell'esercizio di collaborazione tra Inps e Carabinieri, cominciò ad interessarsene per consentire la condivisione/capitalizzazione istituzionale delle consapevolezze che emergevano. Altri soggetti pubblici, gradualmente, si aggiunsero.

Dal 1 marzo 2012, nell'Area Nolana-Vesuviana l'Inps, i Carabinieri, l'Asl e l'Arpac (rifiuti tossici), la GdF, la Polizia di Stato e il Ministero del Lavoro, cooperano. Nei blitz congiunti venivano colpite realtà produttive che facevano disastri, non solo dal punto di vista del sommerso e dell'immigrazione irregolare, quanto soprattutto dello smaltimento illegale di rifiuti tossici. Eh già: è ovvio che non possono mai smaltire "legalmente" gli opifici sconosciuti ai registri pubblici.

Quella esperienza di intelligenza territoriale consentì di fare un pochino di luce sul rapporto tra sommerso, immigrazione irregolare, delocalizzazione, "made in" (ci sono le aziende che comprano materie prime dalla Cina, etc.), sulle truffe in Agricoltura (molte persone dichiarano di lavorare in agricoltura solo per usufruire delle prestazioni assistenziali Inps ma in realtà lavorano, al nero, nel settore tessile).

Il territorio cominciava a comprendere sé stesso.

Perché può essere considerato un approccio innovativo?

L'esperienza descritta racconta di un approccio alla funzione dirigenziale che tiene conto della diversità dei contesti territoriali e si pone come dovere primario quello di dare all'azione pubblica un senso e una direzione che trovino conforto nella geografia dei bisogni concreti della comunità.

Nell'esperienza descritta il dirigente si pone il problema dell'outcome (impatto sociale) e non solo quello dell'output. Il dirigente può agire all'interno del modello burocratico, assecondandone le aspettative; oppure può porsi l'esigenza di interpretare la propria figura come anello intelligente di congiunzione tra l'ufficio e la realtà.

Intraprendenza e organizzazione dal basso, orientata al reale, sono due dei principali elementi dell'esperienza narrata. Replicabili.

Vinciamo insieme le sfide per una PA che funzioni meglio! Segnala la tua soluzione!

Menú utente

Statistiche

Numero di soluzioni 1747
Opinione più recente Riorganizzazione del servizio di assistenza socio sanitaria
Opinione meglio votata BASTA PERDITE DI TEMPO IN FILE ALLE POSTE O IN BANCA
Amministrazione più propositiva Regione Puglia

FORUM PA Challenge logo

A ciascuno la sua parte: noi ci prendiamo la responsabilità di elencare alcune “sfide” che lanciamo a quelli che non si sono rassegnati e hanno ancora voglia di mettere la loro intelligenza e la loro creatività al servizio del bene comune. Chi raccoglie la sfida?