Laura Biancato

Dirigente Scolastico ITET Einaudi Bassano del Grappa, Istituto Tecnico Economico e Tecnologico Luigi Einaudi

Situazione di partenza

La scuola secondaria di secondo grado, nel nostro Paese, è forse il segmento scolastico che più dovrebbe rompere gli schemi, ma è anche quello più fortemente ancorato ad una comfort zone difficile da aprire. 
L’ITET Einaudi di Bassano del Grappa, che ho scelto di dirigere dal 1° settembre 2020, al via del mio 25° anno da dirigente scolastico, è una scuola per così dire “anomala”, già “out of the box”, che intende migliorare sempre di più gli ambienti di apprendimento, le metodologie e più in generale la propria capacità di favorire lo sviluppo delle life skills negli studenti.
 
Si tratta di un ambiente strutturato per i ragazzi, una sede aperta anche in fascia pomeridiana e serale, in tempi di normalità, per creare opportunità anche non formali di lavoro in team, peer tutoring e sviluppo di progetti.
Il target di studenti è di livello medio; si tratta di una scuola che include e integra.
C’è una forte propensione dei docenti ad aggiornarsi e a creare una buona relazione educativa con gli studenti.
 

Cosa è stato fatto?

Le strategie adottate per migliorare ulteriormente il percorso della scuola sono basate su:
- un’attenzione particolare agli ambienti di apprendimento, fisici e vituali (cloud). Sono stati creati spazi di co-working e spazi relax per gli studenti e i docenti, nuovi laboratori per le materie di indirizzo (robotica, costruzioni, geotecnico), spazi per le STEM (corridoio STEM), laboratori mobili.
- una grande sensibilità per la sfera delle relazioni e del supporto agli studenti con fragilità: è in forza un team di quattro esperti, tra psicologi e counselor, con sportelli di ascolto e azioni nelle classi; esistono un progetto di peer tutoring ed uno di tutoring, per un totale di 62 ore settimanali.
- molti progetti per lo sviluppo delle soft skills: alle classi quarte e quinte è offerto gratuitamente dalla scuola il test Motiva, per l’autoanalisi di sè e del proprio progetto di vita; gli studenti vengono accompagnati nell’arco dei cinque anni a sperimentare attivamente, anche nei percorsi disciplinari, il lavoro in team, il public speaking, il problem solving, il debate.
- lo sviluppo dell’innovazione digitale. La scuola promuove il BYOD, mentre in alcune classi (SIA) si è scelto l’iPad. Nelle aule si stanno gradualmente dismettendo le LIM in favore di monitor touch con inseriti sistemi di mirroring. I laboratori fissi sono integrati da laboratori mobili. E’ stata rafforzata la connettività, approntando una policy per l’uso della rete.
- sono incentivate nuove forme di comunicazione interna ed esterna: snellimento delle comunicazioni interne anche attraverso l’uso di video al posto della forma scritta; web TV su canale YouTube; magazine online della scuola.
- il miglioramento della leadership diffusa, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro flessibili ed oragnizzati, nei quali entrano anche gli studenti;
- in generale, gli studenti partecipano, progettano e collaborano a tutte le attività di miglioramento della scuola;
- formazione docenti sull'innovazione
 

Perché può essere considerato un approccio innovativo?

Noi ci rendiamo conto di essere... out of the box. Molto francamente, il nostro non è lo standard dell'istruzione superiore nazionale. Lavoriamo con molta fatica, come tutti, all'interno di un sistema che spesso frena, con una certa dose di accanimento burocratico, quello che cerchiamo di rendere snello, accessibile e fruibile dalle famiglie e dagli studenti. Vogliamo creare bellezza e serenità, oltre ad offrire ai nostri studenti il meglio dei percorsi formativi che caratterizzano i nostri indirizzi di studio.

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