Monica Cavallini

Project Manager, Liguria Digitale SPA

Situazione di partenza

L’esperienza nasce nel 2016 su richiesta di Regione Liguria alla mia azienda ICT in house Liguria Digitale. La scuola non è di competenza diretta regionale ma si voleva attuare una qualche strategia digitale sul territorio.
Nessuno voleva cogliere la sfida. Io invece ho subito immaginato l’importanza dell’azione per la scuola e per il mondo del lavoro: da genitore e professionista ICT ero consapevole di quanto le competenze con il digitale fossero necessarie nella vita e nel lavoro e le soft skill correlate.
 
Inizio a progettare un’azione sistemica regionale a sostegno dell’innovazione digitale a scuola e sono consapevole di affrontare una novità assoluta: sul territorio nazionale non c’erano azioni simili da cui trarre spunti per apprendere le competenze utili, e nella mia realtà le scuole erano entità isolate sul tema del digitale. 
Mi sono messa in gioco reperendo il poco e frammentario materiale in rete e ho redatto un piano di Progetto con la vision “Scuola motore dello sviluppo del territorio”. Nel frattempo però la Giunta regionale cambia e l’iniziativa è sospesa. 
 
Ho continuato comunque ad arricchire il mio know-how: ho studiato, incontrato persone e partecipato a eventi locali e nazionali con atteggiamento lungimirante rispetto al futuro. Con tenacia e competenze ormai diffuse, ho dato forza innovativa alla proposta e ho convinto e ottenuto il sostegno della mia Direzione che ha portato il progetto all’Assemblea regionale che lo ha valutato e accolto: ricevuti i finanziamenti, siamo partiti con il progetto pilota.
 
Dirimente è stata la visione territoriale: non essendo disponibili fondi regionali ad hoc per la scuola e dati aggregati su cui impostare azioni mirate, ho sfruttato un fondo FESR per realizzare una nuova piattaforma che avrebbe raccolto i dati dell’innovazione territoriale. 
Sono orgogliosa di aver dato vita a un Progetto oggi asset portante della strategia regionale e un unicum nel panorama nazionale.
 
Cosa è stato fatto?
 
Mancavano i dati: occorreva progettare un sistema digitale nuovo e sicuro - non un semplice repository - dove documentare i dati dell’innovazione della scuola ligure secondo un metodo di classificazione originale e basato sui più autorevoli framework del settore e dove fosse possibile misurare il trend dell’innovazione. Nascono l’Osservatorio, per Scuola e Regione e la Mappa pubblica per i cittadini: un patrimonio online che oggi conta oltre 3370 progetti.
 
Appena pronti, abbiamo organizzato un evento regionale di lancio del Progetto a cui le scuole hanno aderito numerose oltre ogni aspettativa e pronostico Era chiaro che stavamo rispondendo a un bisogno non ancora emerso, che si è rivelato cruciale negli anni successivi e confermato in pandemia.
 
Era impossibile avere un endorsement del MI/USR quindi ho promosso un approccio inedito: spontaneo, partecipativo basato sull'Open Innovation. Consolidate credibilità e autorevolezza, ho abbracciato la teoria DOI (Rogers,1962): trovati gli innovatori, un primo cerchio di docenti Mentor con cui validiamo attività concrete, riusciamo a coinvolgerne altri nella Comunità, poi altri ancora in azioni mirate, con webinar ed eventi. Partendo da un ristretto gruppo, l’azione è riuscita a ridurre la polarizzazione fra docenti digitali e non, per dar vita a una Community collaborativa, oggi oltre 4000 membri, che partecipa entusiasta a ogni iniziativa e affianca il team di progetto per sostenere colleghi “analogici”, ne testimonia il valore e si riconosce in una brand identity.
 
Nasce il Digital Team: gruppo di esperti ICT che intervengono a sostegno dei docenti nelle scuole, gratuitamente e su richiesta, con soluzioni personalizzate su connettività, cybersecurity, privacy, videomaking, etc. 
Gli strumenti sw e le attività del progetto sono realizzati in ottica di riuso: il modello di governance è stato pensato per essere replicato da altre PA, quali regioni o grandi realtà locali forte di comunicazione e canali social.
 
Perché può essere considerato un approccio innovativo?
 
Lavoro in un’azienda in house ICT di PA con oltre 25 anni di esperienza in progetti interregionali e-government: ho chiari gli aspetti critici della PA e so che servono soluzioni smart e innovative rispetto ai processi e schemi consueti, uso di multidisciplinarietà e competenze di integrazione, consapevolezza dell’uso strategico del digitale e un'innata mentalità curiosa e orientata alla crescita che mi ha sempre sostenuta.
 
Prima, l’azienda realizzava attività/servizi per PA locali strumentali, mai per il mondo scuola. Il target era sconosciuto ma ho intuito il valore futuro rispetto alla comunità locale . Il progetto non poteva essere condotto con approccio top-down bensì P2P: l’innovazione a scuola non si fa per decreti, ma sul territorio Istituto per Istituto, docente per docente. 
 
Mi occorreva un gruppo di lavoro diverso rispetto a quelli già costituiti: non gerarchico, trasversale ed eterogeneo, con esperti didattico-metodologici, esperti del mondo ICT e della comunicazione e capace di uso integrato del digitale. Un change management inedito per uno staff, ingaggiato personalmente, che si è costituito con motivazione ed entusiasmo non comuni. Con la proattività del team, siamo stati al fianco della scuola per l’innovazione complessiva e dei docenti per accompagnarli nell’esercizio di competenze digitali per la didattica, stringendo con loro anche rapporti amicali.
 
Con questa nuova attività oggi l’azienda ha aperto le porte al mondo della scuola anche con attività di PCTO con 180 studenti per un'esperienza entusiasmante ormai consolidata. 
Durante l’emergenza la scuola ligure è stata colpita ma non travolta. Gli Istituti erano preparati e chi ha avuto bisogno ha trovato subito un riferimento sicuro e competente: in pre-lockdown sono venuti in Liguria Digitale (la “casa” della scuola digitale ligure!) per avviare DaD da sale attrezzate con sostegno: un’esperienza inedita per l’azienda e per i docenti.
 
 

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