Nicola Villa

Situazione di partenza

All’interno del processo di modernizzazione della Pubblica Amministrazione la formazione riveste un ruolo fondamentale quale driver di innovazione, efficienza ed efficacia della propria azione a favore dei cittadini e del sistema economico. Tale valore è sempre più riconosciuto, ma se guardiamo a qualche anno fa le metodologie formative e i contenuti per i dipendenti della PA erano lasciati in secondo piano privilegiando altri aspetti dell’organizzazione. Ho iniziato la mia esperienza lavorativa in tsm-Trentino School of Management con l’obiettivo di rafforzare l’azione della Scuola nell’ambito delle metodologie e tecnologie per lo sviluppo della formazione a distanza e dell’innovazione della PA. Tsm infatti è la Scuola costituita dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e dall'Università degli Studi di Trento per supportare le Amministrazioni nello sviluppo e rafforzamento delle competenze del personale. In quegli anni l’attività formativa si svolgeva prevalentemente in aula, coprendo una varia gamma di tematiche e competenze; si notava però una forte resistenza da parte del personale verso la formazione online, non conosciuta e considerata come metodo inferiore e meno efficace rispetto all’aula, e poca attenzione al tema delle competenze digitali declinate esclusivamente all’utilizzo di applicativi standard per l’ufficio e non al tema più generale dell’innovazione e della digitalizzazione.

Cosa è stato fatto

Fin dal mio ingresso in Tsm mi è stato affidato l’obiettivo di introdurre metodologie e strumenti innovativi per la formazione ai dipendenti della Pubblica Amministrazione, sia in termini di metodo sia sui contenuti erogati. Il primo impegno (dal 2011) è stato quello di introdurre un sistema di Formazione a Distanza diffuso, in modo che la formazione online fosse riconosciuta come metodologia standard di erogazione della formazione allo stesso modo che quella in aula. Per raggiungere questa prima milestone sono state adottate le seguenti soluzioni: (1) valorizzazione della piattaforma online progettata ad hoc per l’amministrazione trentina; (2) progettazione e realizzazione di un numero crescente di percorsi formativi online; (3) implementazione di una metodologia di progettazione dei contenuti utilizzata da tutta la Scuola; (4) analisi e successiva reingegnerizzazione dell’organizzazione del processo formativo, includendo le attività a distanza. Dalle prime sperimentazioni limitate a pochi numeri, la FaD pre-pandemia è arrivata a rappresentare un terzo della proposta formativa, coinvolgendo in media 15.000 utenti annui (in pandemia oltre l’80% e 60.000 partecipanti). Il secondo obiettivo è stato quello di realizzare uno spazio di formazione permanente e informale disponibile a tutti i dipendenti dell’amministrazione, chiamato Biblioteca Digitale; tale spazio, che abbiamo definito come il MOOC della PA trentina, è stato reso disponibile a partire dal 2016 (oltre 15.000 utenti abilitati). Il terzo obiettivo è stato quello di introdurre nel sistema formativo il tema delle competenze digitali (dal 2015) e successivamente le competenze per la trasformazione digitale (dal 2019). In tale ambito sono stati realizzati due framework personalizzati, mirati alla crescita delle competenze digitali della PA (ioDigitale, dal 2018 oltre 6000 iscrizioni) e delle competenze specialistiche (progetto Metodologie e competenze per la trasformazione digitale, dal 2020).

Aderenza al premio

Il tema della formazione online e della trasformazione digitale oggi fanno parte del vocabolario di tutti, sono riportati in innumerevoli progetti e attività, sembrano quasi scontati. Ma se guardiamo agli anni passati pensare di vedere i dipendenti pubblici davanti a un monitor con cuffia e webcam per formarsi sembrava un’illusione. Così come immaginare che i dipendenti della PA diventassero agenti di innovazione per favorire la digitalizzazione del paese. Adottando una strategia anticipante, che si è rivelata con il tempo vincente in questi anni ho cercato di rompere questi schemi: (1) Promuovendo un sistema formativo che prevedeva l’online by design ci ha consentito di trovarci immediatamente pronti davanti all’emergenza pandemica (con il primo lockdown la formazione di Tsm non si è interrotta nemmeno per un giorno, disponendo già di tutti gli strumenti, metodi e competenze sui quali si è investito in 10 anni così da trasferire immediatamente la formazione dall’aula all’online). (2) Introducendo ioDigitale, il framework personalizzato per la crescita delle competenze digitali e basato sul DigComp europeo e il syllabus italiano (al tempo ancora in bozza), ha consentito all’amministrazione provinciale di anticipare di quasi 4 anni le successive direttive emesse a livello nazionale (anche in ambito PNRR), contribuendo al posizionamento della Provincia autonoma di Trento al primo posto del DESI nazionale (3) Proponendo un framework per la trasformazione digitale (che include i temi del project management, agile management, processi), certificando i dipendenti su standard riconosciuti in ambito internazionale, ha consentito all’amministrazione provinciale di essere pronta con 2 anni di anticipo alle richieste che ora sono standard nella costruzione e gestione di fondi europei e nazionali, con un cambiamento profondo dell’organizzazione (4) Includendo la formazione di Tsm in Repubblica Digitale e fare parte della EU Digital Skills and Job Coalition

 

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